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Primavera culturale a Cagliari: musei, borghi e festival locali
Decidere di visitare la Sardegna in primavera, significa scegliere di scoprire il volto meno turistico dell’isola, a favore dell’aspetto culturale fatto di folklore e tradizioni, spesso tralasciato durante la calda stagione estiva.
Raggiungere la Sardegna in traghetto è facile con Grimaldi Lines: si viaggia comodi e sicuri su navi dotate di ogni servizio, dai punti ristoro alla palestra fino al centro benessere e all’area shopping. Partendo da Napoli, Civitavecchia e Palermo si arriva al porto di Cagliari, capoluogo sardo che proprio nel corso della stagione primaverile si anima di eventi e iniziative che coinvolgono la cittadinanza e i turisti, aprendo le porte di monumenti, arricchendo la stagione concertistica e celebrando il santo patrono Efisio.
Primavera culturale a Cagliari: cosa visitare
La città di Cagliari si trova nel sud della Sardegna, affacciata sul meraviglioso Golfo degli Angeli e incastonata tra lo Stagno del Molentargius e la Sella del Diavolo: osservandola dal mare, il centro urbano appare a dir poco incantevole, adagiata su sette colline calcaree che, come disse D.H. Lawrence, ricorda una piccola Gerusalemme in pietra bianca.
È questa la cornice che fa da sfondo alla rassegna culturale che si svolge a Cagliari tra fine aprile e inizio giugno, un’iniziativa all’insegna della bellezza e soprattutto della memoria che coinvolge ogni angolo della città con mostre e visite guidate.
Questa rassegna culturale nasce dalla cooperazione tra la cooperativa locale Sèmata e “Monumenti Cagliari”, iniziativa che in realtà si inquadra in un ambito nazionale che coinvolge un ottantina di borghi e città in Italia.
Sono molti i luoghi e i monumenti di Cagliari coinvolti in questo circuito culturale, alcuni meno noti come la Basilica Paleocristiana di San Saturnino, eretta tra il V e il VI secolo in stile bizantino-protoromanico sul luogo dove il martire su seppellito. Ancora oggi sono ben visibili i resti dell’abside, della cupola, della necropoli e del martyrium.
Anche la Cappella di Santa Restituta apre le porte al pubblico in occasione dell’evento “Monumenti di Cagliari”: si trova nello storico quartiere Stampace e si tratta di un ambiente ipogeo scavato nella pietra calcarea che in passato è stato luogo di culto dei fenici e dei cristiani, fino a diventare addirittura un rifugio antiaereo. Attraverso una scala si arriva in questa grande cappella con ben quattro altari, una statua in marmo della santa Resituta e, sulle pareti, le tracce di affreschi raffiguranti San Giovanni Battista risalenti al XIII secolo.
Un altro luogo imperdibile che si svela al pubblico nel corso della primavera culturale cagliaritana è la Grotta della Vipera, situata ai piedi del colle Tuvixeddu, dove si trova peraltro un Parco Archeologico con i resti di una necropoli di epoca fenicio-punica.
Il nome della grotta è legato ai due serpenti scolpiti sull’architrave, simboli di fedeltà ed eternità coniugale: la cavità è in realtà una necropoli romana risalente al I-II d.C., nella quale sono state rinvenute le tombe di Atilia Pomptilla e di suo marito Lucio Cassio Filippo, probabilmente parente di quel Gaio Cassio Longino esiliato da Nerone in Sardegna nel 65 d.C. La leggenda narra che Lucio fosse assai malato e sua moglie Atilia gli avesse salvato la vita pregando ardentemente, morendo però poco dopo: i visitatori non possono restare indifferenti davanti ai poemi scritti in latino e greco sulle pareti, vere e proprie dichiarazioni d’amore ad Atilia. Si deve ringraziare il generale La Marmora se la Grotta delle Vipere è sopravvissuta: nel 1822 impedì infatti che alcune mine venissero fatte brillare, salvando così questo gioiello storico di Cagliari.
Uno di luoghi più iconici di Cagliari è senza dubbio il Bastione di Saint Remy eretto alla fine dell’800 per collegare la parte alta della città con quella bassa: la costruzione in calcare bianco colpisce per l’eleganza dello stile classico e per la sontuosa scalinata che, passando per la Galleria Coperta, porta all’Arco di Trionfo e alla spettacolare Terrazza Umberto I, con vista impareggiabile sul Golfo degli Angeli. Ebbene, dalla Passeggiata Coperta si può accedere alla Galleria dello Sperone, uno dei luoghi interessati dalla rassegna culturale “Monumenti Cagliari”. Si tratta di un percorso archeologico poco conosciuto anche ai cagliaritani, attraverso il quale si possono scorgere i resti di bastioni, torri e fortificazioni costruiti nel ‘500 da Rocco Cappellino, su volere di Carlo V.
Altri eventi di rilievo durante la primavera a Cagliari
Tra i monumenti che aprono le porte in primavera a Cagliari c’è poi il Castello di San Michele, situato su un colle nel cuore del quartiere Is Mirrionis, dal quale si gode di una vista spettacolare su tutta Cagliari, sulla Sella del Diavole e sulla Spiaggia del Poetto. Molte sono le leggende che ammantano questa fortezza dotata di torri angolari e un fossato: i loro abitanti più famosi furono i componenti della famiglia Carroz e in particolare Violante, maledetta dalla chiesa per la presunta uccisione del suo confessore don Giovanni Costanja di Bonorcili. Si narra che il fantasma della donna si aggiri ancora per le stanze del castello, che peraltro si dice celi un tesoro che nemmeno le formule magiche invocate da un sacerdote nel XVIII sono riuscite a svelare.
Il patrimonio culturale di Cagliari comprende anche le antiche tradizioni folkloristiche che caratterizzano una delle feste più popolari dell’isola, ossia le celebrazioni in onore di Sant’Efisio, che si svolgono dal 1 al 4 maggio. La festa, dichiarata Patrimonio Immateriale dell’UNESCO, non solo ricorda la figura del santo martirizzato durante le persecuzioni di Diocleziano, ma anche il suo intervento nel fermare la peste del 1652 che minacciava la città. La processione, composta da circa 2800 figuranti in costumi tradizionali, si svolge in quattro giorni lungo 80 km. Il corteo procede, secondo il rito sa ramadura, su un tappeto di petali colorati, partendo dal quartiere Stampace di Cagliari, accompagnato dalle confraternite che suonano le inconfondibili launeddas e i carri (traccas) decorati con frutta e fiori trainati da buoi. La processione passa per la spiaggia di Nora, non lontano dal parco archeologico dell’antica città fenicia del VIII a.C, ma soprattutto per Pula, dove si trova una chiesetta romanica intitolata a Sant’Efisio e una torre settecentesca eretta contro le incursioni dei pirati.
In primavera, a 64 km da Cagliari, si trova il borgo di Muravera, teatro della Sagra degli Agrumi, in scena dal 1961: anche la gastronomia contribuisce ad arricchire il patrimonio culturale di un luogo e questo evento ne è la dimostrazione. I visitatori non solo avranno l’opportunità di assaporare le arance, i mandarini e i limoni qui prodotti, vero e proprio vanto del sud della Sardegna, ma potranno anche assistere all’esibizione di gruppi folkloristici provenienti da tutta la Sardegna. Non mancano poi le danze al suono delle launeddas (strumento musicale nato proprio nel Sarrabus), le maschere carnevalesche che si aggirano tra la folla e i cortei degli etnotraccas, carri sui quali vengono rappresentate scene di vita quotidiana rurale.
Se si arriva a Cagliari con il traghetto Grimaldi Lines, è possibile imbarcare il proprio veicolo sulla nave, così da poter raggiungere autonomamente Muravera e visitare i dintorni del capoluogo sardo, come ad esempio le Saline Conti Vecchi, il Parco Naturale di Molentargius popolato da cavalieri d’Italia e fenicotteri rosa e il nuraghe Villanovaforru, dove si trova la più antica Tomba dei Giganti di tutta l’isola.
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