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Escursioni sul Monte Etna: avventura outdoor e panorami
C’è chi lo chiama Mongibello e chi ‘A Muntagna: è l’Etna, il più alto vulcano del continente europeo e tra i più attivi al mondo. Dichiarato Patrimonio dell’UNESCO, sorge sulla costa orientale della Sicilia, tra i Monti Nebrodi e i Peloritani, sul confine tra la placca africana e quella euroasiatica. Le eruzioni dell’Etna sono frequenti e vederlo eruttare nella notte, con le fontane di lava che sgorgano principalmente dai crateri sommitali, è un’esperienza indescrivibile e straordinaria. Secondo la leggenda, le eruzioni dell’Etna sono colpa di Tifone, il gigante sepolto nel sottosuolo che, quando tenta di liberarsi, scatena le esplosioni laviche.
Nei momenti di quiete, ‘A Muntagna diventa meta di escursioni emozionanti che portano i visitatori nel cuore del Parco dell’Etna, alla scoperta di un paesaggio che, a dispetto dei 3320 m di altezza, non è alpino e verdeggiante, bensì lunare. L’escursionista si ritrova a camminare tra fumarole attive, grotte e colate laviche più o meno recenti, su un suolo che cela al di sotto il cuore vivo della Terra.
Le più belle escursioni da fare sull’Etna
Con Grimaldi Lines si può raggiungere la Sicilia in traghetto, partendo dai porti di Cagliari, Napoli, Salerno e Livorno: le navi sono moderne, confortevoli e sicure, con sistemazioni comode e servizi di bordo che rispondono alle esigenze di ogni tipo di passeggero.
Una volta messo piede sull’isola, gli escursionisti saranno così prossimi a visitare l’Etna tramite escursioni guidate, adatte a principianti ed esperti: ciò che li aspetta non è solo la landa lunare in cima, ma anche un paesaggio eccezionalmente verdeggiante più in basso, con boschetti di castagni, ginestre dell’Etna, roverelle, querce, faggi, lecci, pini e persino frutteti. Nel territorio di Sant’Alfio si trova persino il Castagno dei Cento Cavalieri, il più antico albero d’Europa dichiarato Messaggero di Pace da parte dell’UNESCO.
L’escursione senza dubbio più spettacolare è quella che porta ai crateri sommitali a 3340 m di altezza: si trovano in prossimità della bocca dell’Etna, osservabile a distanza con il Mar Ionio sullo sfondo. La prima cosa da fare è raggiungere il Rifugio Sapienza a 1910 m di altezza e prendere la funivia che porta fino a 2850 m, per poi procedere a piedi, in circa 2 ore, alla volta dei crateri sommitali: si costeggiano depressioni di carattere craterico ricchissime di solfati, dalle quali scaturisce l’attività eruttiva dell’Etna. Si torna poi alla stazione di arrivo della funivia, per poi ridiscendere di nuovo al Rifugio Sapienza.
Anche la Pista Altomontana, chiamata anche Sentiero Italia, è un percorso di trekking molto spettacolare all’interno del Parco dell’Etna ed è lungo 34 km, con un dislivello non eccessivo di 500 m. Si attraversano prima boschetti, per poi risalire sempre più tra cavità laviche, bivacchi, fratture eruttive e coni vulcanici: la Pista Altomontana in inverno è al limite del proibitivo per la probabile presenza della neve o della fitta nebbia, ma con una guida esperta è l’escursione probabilmente più emozionante da fare nel periodo invernale, in un’atmosfera dantesca quasi impareggiabile.
Il sentiero si snoda all’interno del Demanio Forestale a 1750 m di altezza, tra il versante settentrionale e quello occidentale: si parte dal Rifugio Ragabo fino a raggiungere Piano Vetore, un vasto altipiano plasmato nei secoli dalle eruzioni vulcaniche dove la nera roccia si alterna a betulle, pini, ginestre e ginepri.
Gli escursionisti, una volta arrivati alla meta, potranno anche raggiungere il vicino Osservatorio Astronomico, situato a 1725 m di altezza in località Serra la Nave: è dotato di strumenti tecnologici e potenti telescopi che regalano visioni incredibili della volta stellata e di quella celeste, a seconda dell’ora della giornata in cui si visiti l’Osservatorio.
Da Piano Vetore parte un’altra escursione alla volta di Piano dell’Acqua, lunga 14 km circa, con dislivello di 1300 m: si cammina lungo il sentiero n.701, per poi passare alla SP92 fino a raggiungere la Stazione Sciistica dell’Etna Sud, dove si trovano la funivia e il Rifugio Sapienza. Questo trekking porta gli escursionisti a camminare sul bordo dei Crateri Silvestri Inferiori e Superiori, ormai spenti dall’ultima eruzione del 1892; arrivati a 1832 m di altezza, si devia verso il punto panoramico Schiena dell’Asino, risalendo poi la spettacolare Valle del Bove: si tratta di una vastissima landa tettonica a mezzaluna, racchiusa da pareti di grande importanza geologica, bancate rocciose che raccontano tutta la storia evolutiva del vulcano.
Dalla Valle del Bove, costeggiando la Serra del Salifizio, si raggiungono le falde dei monti Pomiciaro e Zoccolaro, per poi attraversare il boschetto Timpe della Val Calanna e il sentiero a gradoni della Scalazza: si arriva così al punto di osservazione Piano dell’Acqua percorrendo il sentiero n.724.
Escursioni naturalistiche nel cuore del Parco dell’Etna
Coloro che vogliono solo raggiungere la Valle del Bove, possono anche prendere la funivia dal Rifugio Speranza e, una volta raggiunti i 2500 m di altezza, camminare lungo il sabbioso Canalone della Rina fino a un grande campo lavico nato in seguito alle eruzioni vulcaniche del 1991-1993.
Coloro che sono interessati a conoscere la biodiversità del Parco dell’Etna, focalizzandosi in particolare sulla flora e sulle specie botaniche presenti, potranno percorrere il Sentiero del Germoplasma, il cui nome è legato a quella specie di codice genetico che viene trasmesso alle piante di generazione in generazione. Il percorso è facile, breve (lungo solo 2 km) e adatto a tutta la famiglia, bambini compresi: bisogna percorrere la tangenziale di Catania, per poi prendere la SP10 in direzione Nicolosi e parcheggiare nei pressi del Monastero di San Nicolò l’Arena. Lungo il Sentiero del Germoplasma si incontra prima un ricco ginestreto e poi un’area dove abbondano noccioli, giuggioli, pistacchi, mandorli e castagni; superando piccoli frutteti, si raggiungono i vitigni e splendide coltivazioni di pesco. Raggiunta la sede del Parco dell’Etna, si scorgono infine piante di noce secolari.
Le escursioni sull’Etna si possono intraprendere a piedi, in mountain-bike oppure persino sul dorso di un asinello, per la gioia degli escursionisti più giovani. Il percorso parte da Linguaglossa e arriva fino alla Valle del Bove: all’inizio il paesaggio è lussureggiante, tra violette etnee, saponaria e larici, fino ad arrivare a basse lande dall’aspetto lunare dove non è raro scorgere gruppi di coccinelle fuoriuscire dai loro segreti rifugi lavici.
Un modo simpatico e alternativo per raggiungere il borgo di Linguaglossa, sviluppatosi su una lingua lavica formatasi addirittura nel XVII secolo, è la Ferrovia Circumetnea che, partendo da Catania oppure da Giarre, attraversa tutti i borghi etnei pedemontani fino a Riposto. Dal finestrino si possono scorgere antiche stazioni abbandonate, vigneti e frutteti, campi di fichi d’india e di pistacchi, fino a quelle monumentali distese laviche che nel 1669 hanno distrutto parte della città di Catania.
Attraverso la Ferrovia Circumetnea si attraversano borghi come Paternò, Andrano, Randazzo con le sue tre basiliche e poi Riposto, gioiello siciliano incastonato tra il Mar Ionio e ‘A Muntagna sullo sfondo.
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