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Carnevale a Barcellona: guida agli eventi più belli
In Spagna il Carnevale è una delle feste più festeggiate dell’anno, con allegria, scherzi e maschere che invadono ogni angolo del Paese, da Cadice ad Águilas fino a Entroido de Xinzo de Limia, dove si svolge la più lunga festa carnevalesca di tutta la Spagna. Anche Barcellona ha la sua folle festa, che avviene in un periodo già di per sé affollato di eventi, tra i quali il Festival delle Luci e le celebrazioni in onore di Santa Eulalia.
Per festeggiare il Carnevale a Barcellona, basta salpare su una nave Grimaldi Lines, dopo aver acquistato il biglietto ai prezzi convenienti offerti dalla compagnia e scegliere la sistemazione migliore, tra il passaggio ponte, le poltrone oppure le cabine, interne, esterne o suite.
Origini e caratteristiche del Carnevale di Barcellona
Come avviene in molte località del mondo, anche a Barcellona il Carnevale è una festa dove la parola d’ordine è divertirsi tra canti, balli, travestimenti colorati e leccornie da gustare senza troppe remore.
Delle origini storiche della festa carnevalesca nella città catalana non ci sono notizie certe, a parte ovviamente il carattere pagano ancestrale legato alle feste dionisiache in Grecia e ai Saturnali nell’antica Roma. Si ha notizia però di una legge emanata nel 1330 da parte del Consiglio dei Cento, con la quale si vietava l’utilizzo delle maschere in determinati luoghi della città, proibendo peraltro anche la taronjada, ossia il lancio delle arance: ciò è probabilmente dovuto al fatto che in passato i festeggiamenti duravano troppo a lungo, con eccessi poco giustificabili. Nel XV secolo si cercò di regolarizzare il Carnevale catalano, tramite l’organizzazione di una serie di eventi coinvolgenti per tutta la popolazione, nonostante il controllo delle autorità: nasce così il Carnevale moderno il quale poi, dal XIX secolo, anche grazie alla Rivoluzione Industriale, si arricchì nuovamente delle maschere, sempre più vistose, colorate e stravaganti.
Oggi il Carnevale di Barcellona si svolge principalmente nella Ribeira, quartiere della città noto anche come El Born e dura 7 giorni, dal giovedì grasso (il dijous llarder chiamato in Catalogna anche Dia de la Tortilla) al mercoledì delle Ceneri (il mièrcoles de ceniza): in questo lasso di tempo la città si anima di molti eventi, tra balli in maschera, sfilate di colorati carri allegorici e degustazione delle tipicità del periodo. A tal proposito, è d’obbligo per il visitatore assaggiare la botifarra d’ou, una salsiccia di maiale e uova a forma di ferro di cavallo, la coca de llardons, una torta dolce a base di ciccioli di maiale e pinoli e poi le frittelle bunyols de vent ripiene di crema.
L’evento che inaugura l’inizio delle celebrazioni avviene il giovedì grasso ed è l’Arribo del Re del Carnevale: irriverente e bizzarro, il Re sfila su un carro lanciando coriandoli con accanto la sua Regina, la quale in passato rivestiva molta più importanza con tanto di elezione ufficiale. Il Re si presenta così alla cittadinanza con l’unico scopo di spargere il seme della follia, dell’allegria e del divertimento in tutta la città: con lui gli ambasciatori rappresentanti delle antiche città catalane di Sarrià, Sant Martì, Sant Andreu, Les Corts, Horta e Gràcia.
Nel corso della sfilata del giovedì grasso, il Re del Carnevale si esibisce anche in un discorso ironico, ispirato a tutti i fatti successi in città e nel mondo.
Seguono altre sfilate, chiamate rùas de carneval, nei giorni seguenti, tra le vie dei vari quartieri della città, alle quali partecipano i sette ambasciatori con lo scopo di animare il più possibile la festa.
Il Martedì Grasso è il giorno in cui il Re del Carnevale, accusato di eccessivi bagordi, viene condannato e messo al rogo: la sua sepoltura avviene il Mercoledì delle Ceneri, quando si svolge appunto l’Entierro de la Sardina in Parc de la Ciutadela. Il carro funebre viene scortato da canti e balli, in un’atmosfera che si mantiene sempre giocosa, con i bambini vestiti come pesciolini.
L’Entierro de la Sardina simboleggia la fine degli eccessi carnevaleschi e l’inizio della Quaresima, ossia dei 40 giorni in cui un buon cristiano si pente dei suoi peccati e rinuncia a mangiare la carne. Prima della sepoltura, in molti quartieri di Barcellona si organizzano banchetti conviviali, ovviamente a base di pesce e sardine.
Barcellona a febbraio: Carnevale ma non solo
Il Carnevale di Barcellona è l’occasione perfetta per conoscere alcuni luoghi della città, a partire dal Parc de la Ciutadela dove avviene l’Entierro de la Sardina: si tratta di un polmone verde che in passato era occupato dalla cittadella fortificata di Filippo V, divenuto poi parco pubblico nel 1868 per volere del generale Prim. Tra i viali verdeggianti, tra i laghetti e la Cascata Monumentale progettata da Gaudì, si incontrano artisti di strada e musicisti: in questo spazio sorgono pure lo Zoo di Barcellona, il modernista Castello dei Tre Dragoni e la serra tropicale Umbraculo.
La zona maggiormente interessata dalla festa carnevalesca è El Born, quartiere dove un tempo si svolgevano tornei medioevali: qui sorgono la gotica Basilica di Santa Maria del Mar che ha ispirato “La Catedral del mar” di Ildefonso Falcones e, lungo la Carrer Montcada, il Museo Picasso custode di migliaia di opere dell’artista nella sua fase giovanile. Da non perdere poi il Palu de la Mùsica Catalana dichiarato Patrimonio dell’UNESCO, perfetto se si vuole assistere a uno spettacolo di flamenco.
El Born fa parte, assieme a El Raval, Barrio Gotico e Barceloneta, della Ciutat Vella, teatro della Festa di Santa Eulalia o Festa dell’Inverno, molto sentita da tutta Barcellona: si svolge qualche giorno prima dell’inizio del Carnevale e vale la pena parteciparvi perché si celebra la patrona della Catalogna, assieme alla Vergine de la Mercè. Basta recarsi in Piazza Jaume in occasione della lettura del pregòn, per assistere alle esibizioni dei Falcons de Barcelona (le piramidi umane) e ai balli popolari della Sardana.
Durante la Festa di Santa Eulalia, martire bambina uccisa durante le persecuzioni di Diocleziano, non mancano le sfilate dei capagross, dei diables, dei correfoc che fanno scoppiare petardi e dei castellers. Nella Cattedrale di Santa Eulalia nel Barrio Gotico, nel cui chiostro trecentesco impreziosito dalla bella Fontana dell’Eden sono custodite tredici oche (tanti quanti gli anni di Eulalia al momento della sua morte avvenuta nel 300 d.C.), è possibile inoltre assistere al suggestivo Ball de l’Aliga.
Dal 4 al’8 febbraio si svolge invece l’altrettanto imperdibile Festival delle Luci: chi ha raggiunto un po’ prima la città per celebrare il Carnevale, potrà nel frattempo godersi le installazioni luminose realizzate da artisti e designer provenienti da tutto il mondo. Proiezioni su larga scala, ambienti interattivi e illuminazioni dinamiche fanno risplendere il quartiere Poblenau, già di per sé affascinante con la Torre Glòries con la sua forma a cetriolo, i murales lungo la Carrerdel Perù, i vecchi edifici industriali del XIX secolo e il Museo del Disseny: quest’ultimo è uno spazio espositivo dedicato principalmente alla ceramica, all’arte tessile e grafica, con una curiosa collezione di orologi da taschino.
Basta salire a bordo di una nave Grimaldi Lines per raggiungere Barcellona in maniera comoda e sicura, regalando ai più piccoli il divertimento che solo una festa carnevalesca come quella di Barcellona può regalare: con Grimaldi Lines i bambini da 3 a 12 anni pagano il 50% in meno, mentre i minori di 3 anni viaggiano gratis.
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