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Vivi il Carnevale di Acireale 2026: itinerario con Grimaldi
Nonostante le sue evoluzioni nel corso della storia, il Carnevale rimane la festa più folle dell’anno. Sicuramente non ha più quel carattere lascivo del passato, quando durante i Saturnali romani e le feste dionisiache tutto era davvero concesso e persino le differenze sociali, così rigorosamente rigide a quel tempo, sparivano per un giorno.
In Italia le feste carnevalesche sono tantissime, alcune delle quali di richiamo internazionale come quelle eleganti di Venezia, Viareggio, Ivrea con tanto di lancio delle arance e poi di Acireale. Nella cittadina siciliana situata sulla costa orientale dell’isola il Carnevale è una festa importantissima che non manca di affascinare grandi e piccini provenienti da tutta l’isola e non solo.
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Il Carnevale di Acireale, uno dei più antichi della Sicilia
Acireale sorge su un promontorio roccioso chiamato Timpa e si affaccia sul mar Ionio: le sue origini storiche sono abbastanza certe, essendo stata fondata dai romani nei pressi di sorgenti termali. La leggenda racconta invece di Polifemo, dio del mare innamoratosi della nereide Galatea, il cui cuore batteva però per il pastore Aci. Polifemo adirato scagliò allora un masso sul giovane, uccidendolo: gli dei, davanti alla disperazione di Galatea, trasformarono Aci in un fiume e il corso avrebbe attraversato la spiaggia di Capo Mulini dove il pastore e Galatea si incontravano. Il corpo mortale di Aci fu invece suddiviso in 9 parti e da questi sono nate altrettante città, tra le quali le famose Aci Trezza, Aci Castello e Acireale.
Qui, dove la fantasia e la leggenda sprigionano tutta la loro magia e incanto, si svolge il Carnevale più bello della Sicilia, che nel 2026 inizia il 31 gennaio e termina il 17 febbraio.
I festeggiamenti sono la massima espressione del folklore e delle tradizioni di Acireale, con eventi musicali, mostre e sfilate che coinvolgono tutti gli spettatori: i cortei, che si snodano tra le bellezze barocche della città, vedono la presenza di gruppi in maschera, carri allegorici in cartapesta e carri infiorati. Questi ultimi sono creazioni realizzate con migliaia di fiori diversi, in particolare gerani, incastonati in una struttura in ferro: sono ben illuminati con luci a Led e perfettamente meccanizzati, proprio come i normali carri in cartapesta. Oltre ai fiori, sono utilizzati anche arance e limoni, agrumi che crescono floridi proprio alle pendici dell’Etna, distante appena 30 km, con una fragranza inebriante che anticipa la primavera incombente.
Ogni carro è realizzato nella Cittadella del Carnevale, dove si svolge un lavoro febbrile per tutto l’anno, partendo da bozzetti dove si ricreano figure, colori e movimenti, per finire poi ai modellini che anticipano le creazioni in larga scala.
La cerimonia di apertura del Carnevale si svolge nella centralissima Piazza Duomo, con tanto di cantata dell’inno I Beddi e la consegna delle chiavi alla madrina scelta per l’anno in corso. Non mancano in questa occasione l’esibizione delle bande musicali che, con le loro note comiche, creano una sorta di corte per la Regina e il Re del Carnevale.
La sfilata principale si svolge la domenica precedente il mercoledì delle ceneri, mentre l’atto conclusivo dei festeggiamenti corrisponde al rogo del Re del Carnevale il martedì grasso, con conseguente spettacolo pirotecnico.
Passeggiando per le strade cittadine nel periodo carnevalesco, magari degustando una crespella al formaggio e acciughe, qualche chiacchiera o rametto (biscotti al miele), non è raro scorgere le maschere tipiche di Acireale, che sono peraltro anche molto antiche. Abbatazzu lo si riconosce dai grossi libri che reca in mano, l’abito broccato e le sue invettive di carattere malizioso e grottesco. Ci sono poi il Pupo, con il mantello nero su una veste bianca, il cilindro e modi da villano, i Baruni che prendono in giro i ricchi, i Manti dai vaporosi mantelli neri che, oggi come in passato, garantisce l’assoluto anonimato, per finire con la maschera Lavica dalle sembianze diaboliche.
Cosa fare ad Acireale in occasione del Carnevale
La Fondazione del Carnevale di Acireale, nata nel 1929 come Azienda Autonoma, si occupa della programmazione e della realizzazione della festa, anche attraverso scambi culturali con altre città italiane e straniere con una grande tradizione carnevalesca. La Fondazione ogni anno allestisce presso il Cine-Teatro Maugeri, situato in Piazza Garibaldi, una mostra dedicata ai carri in miniatura, realizzati da giovani talenti esperti nella lavorazione della cartapesta.
A proposito di mostre, si consiglia una visita al Museo del Carnevale presso il Palazzo del Turismo: qui è possibile capire tutti i processi e le fasi di lavorazione dei carri, osservando le ossature in metallo, i calchi in gesso e i bozzetti. Sono esposti inoltre pezzi molto pregiati come il rosone del Duomo di Acireale realizzato da Rosario Lizio e il decoro del Palazzo Musmeci, opera di Natale Longo.
Assistere alle celebrazioni per il Carnevale, inserito assieme a quello di Putignano e di Viareggio nel circuito della Lotteria Nazionale, regala ai turisti l’opportunità di visitare la cosiddetta “città delle 100 chiese”. Sono infatti tantissimi i luoghi di culto ad Acireale, primo fra tutti la Basilica di Santa Maria Annunziata risalente al XVI secolo e ristrutturata in seguito al terremoto verificatosi nel 1693. Colpisce in particolare la Cappella di Santa Venera situata in chiesa, impreziosita da affreschi settecenteschi e custode delle reliquie della santa patrona di Acireale: a tal proposito, in Basilica è custodito anche il fercolo argenteo che, in occasione della festa patronale, viene portato in processione tra le vie della città.
La Basilica si affaccia su Piazza Duomo assieme al Palazzo Municipale tardo-barocco della metà del ‘600 e la Basilica dei Santi Pietro e Paolo, la cui facciata è stata realizzata in pietra bianca proveniente da Siracusa. All’interno, oltre agli affreschi del ‘700 che decorano le pareti del coro, è conservato un organo del’800 realizzato con tutta probabilità da Giovanni Patanè Rocca.
Menzionato dall’UNESCO come monumento messaggero della pace è la Collegiata di San Sebastiano, anch’essa ricostruita in stile barocco dopo il sisma del 1693: qui, dove sono conservate le statue di coloro che hanno redatto il Vecchio Testamento, ha sede il Museo di Arte Sacra, con una ricca esposizione di dipinti di Michele Vecchio, Alessandro Vasta, Ragonisi e Pietro Paolo Vasta.
Da non perdere infine una visita all’antica Biblioteca Zelantea, nella quale sono conservati migliaia di manoscritti e libri rari, oltre a dipinti e stampe di artisti del calibro di Albrecht Dürer, Giordano e Van Dick.
Prima di salutare Acireale e il suo bellissimo Carnevale, chi viaggia con i bambini non può mancare di fare un salto al Teatro Storico dell’Opera dei Pupi dove, tra vecchie locandine e teatrini, sono esposti i Pupi siciliani con i loro abiti barocchi.
Con Grimaldi Lines è possibile anche imbarcare il proprio veicolo, così da poter avere la libertà di raggiungere Acireale da Palermo, esplorando magari anche i dintorni e le bellezze della vicina Riviera dei Ciclopi.
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