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Sardegna archeologica: 6 siti nuragici da visitare
Famosa per le sue spiagge dalla sabbia finissima e chiara, le maestose dune, le calette rocciose e il mare cristallino, la Sardegna nasconde un patrimonio millenario costituito da borghi storici e imponenti siti archeologici tra i più belli e suggestivi di sempre. Misteriosi e maestosi, i complessi nuragici raccontano la storia di un’antica civiltà risalente a più di due millenni fa. Si stima che siano presenti circa 7000 costruzioni enigmatiche sparse in tutta l’isola dalla forma conica e composte da grandi massi sovrapposti senza ricorrere all’uso della malta. La loro funzione è ancora oggi incerta ma, data la posizione strategica, le ipotesi più accreditate rimandano al controllo del territorio con la possibilità di dominare le principali vie di comunicazione e le vallate. Per molti studiosi, i nuraghi simboleggiano il centro nevralgico militare, politico e economico delle comunità locali.
Partendo da Cagliari, passando per Barumini, Oristano, Sassari e Alghero andiamo alla scoperta dei principali 6 siti nuragici della Sardegna.
1. Nuraghe Arrubiu (rosso)
Non lontano dal centro storico di Orroli, un caratteristico borgo dell’entroterra cagliaritano, sorge il nuraghe Arrubiu, una struttura antichissima, possente e tra le meglio conservate. Costituita da 5 torri disposte attorno a un torrione alto 16 metri e da una particolare colorazione vermiglia conferita dai licheni formatisi tra le sue mura, la fortezza difensiva viene anche definita Gigante Rosso.
Una delle torri era originariamente composta da 3 piani sovrapposti, 2 dei quali sono andati perduti. La struttura presenta 3 cortili in uno dei quali è stato rinvenuto dagli archeologi un antico laboratorio adibito alla produzione del vino. Gli esperti hanno riportato alla luce ceramiche provenienti dal Peloponneso che attestano i contatti frequenti con l’antica civiltà della Grecia continentale.
2. Su Nuraxi
Su Nuraxi è il più completo e meglio conservato villaggio nuragico dell’isola. Non lontano da Barumini, un piccolo e grazioso paesetto a nord di Cagliari distante circa 60 chilometri dal capoluogo sardo, il sito è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1997. Si stima che le prime strutture risalgano al 1500 a.C., un dato che colloca l’intero complesso nuragico tra i più antichi e grandi della Sardegna. Intorno ad esso, nel corso dei due millenni successivi sono sorti bastioni turriti, pozzi, capanne e cisterne. Il mistero sulla reale funzione di Su Nuraxi è vivo più che mai. C’è chi sostiene si tratti di un complesso religioso, chi di un centro urbano o di una fortezza militare. Quest’incertezza non fa altro che aumentare il suo fascino, rendendolo un sito unico e da visitare assolutamente.
3. Genna Maria
A Villanovaforru, tra i rilievi della Marmilla, sorge il complesso archeologico di Genna Maria. Situato a 400 metri di altitudine, il sito è costituito da diversi elementi architettonici a struttura complessa realizzati tra il XV e il X secolo a.C. tra cui un torrione centrale alto 10 metri con camera interna e circondato da un bastione a tre grandi torri unite. L’intera costruzione è arricchita da un ampio cortile con pozzo, quest’ultimo scavato solo in parte nella roccia. Agli inizi dell’età del Bronzo, sono state aggiunte delle capanne a pianta centrale con stanze ellittiche, rettangolari e quadrangolari.
Il complesso nuragico rimase disabitato per tutta l’età del Ferro, ma in epoca punica-romana venne impiegato per scopi votivi in onore di Demetra e Core. Il cortile era adibito ai sacrifici cruenti. I reperti che includono 600 lucerne, monete, vasi vitrei e fittili, fiasche, brocchette, portabrace, pintadere, coppe di cottura, macine, ossa di animali sono custoditi nel museo archeologico Genna Maria, un’elegante palazzina ottocentesca collocata nel centro paese.
4. Santu Antine
In località Torralba, in provincia di Sassari, si trova Santu Antine un itinerario archeologico che rappresenta la sintesi e l’apogeo dell’architettura dell’età nuragica. Secondo la ricostruzione virtuale, il sito disposto a triangolo equilatero era composto da una torre centrale alta oltre 25 metri e da altre tre strutture laterali. La maestosa costruzione include lunghi corridoi, scale semplici ed elicoidali per raggiungere gli ambienti superiori, silos per conservare il raccolto dei campi, zucchero, farine e un sistema di pozzi per la raccolta dell’acqua. I reperti del nuraghe sono custoditi all’interno del Museo della Valle dei Nuraghi nel Logudoro Meilogu.
5. Nuraghe Losa
Sull’altopiano di Abbasanta, in provincia di Oristano, si trova una delle strutture meglio conservate di tutta la Sardegna ossia il nuraghe Losa. Suggestivo e imponente, è un gigante di nero basalto di tipo complesso a pianta trilobata. All’esterno, la struttura dispone ancora oggi di un ampio tratto dell’antemurale turrito ove è collocata una cisterna per l’approvvigionamento dell’acqua. All’ingresso della struttura, c’è una capanna molto ben conservata adibita a sala riunioni dove si celebravano le funzioni legate al culto.
Nelle vicinanze di Oristano, a Cabras, si trova un sito archeologico con i giganti di Mont’e Prama, sculture nuragiche la cui funzione principale era proteggere la zona circostante. Alte quasi 2 metri, queste statue rappresentano una vera e propria opera d’arte a cielo aperto. Esse raffigurano guerrieri, lottatori, arcieri che secondo alcuni fungono da guardiani delle tombe della necropoli. Il sito offre reperti unici e preziosi fornendo indizi sui cambiamenti in atto nella prima età del ferro lasciando spazio a diverse interpretazioni.
6. Nuraghe Palmavera
Nei pressi della nota città di Alghero, si trovano i resti del nuraghe Palmavera. In base alla ricostruzione virtuale, il progetto originario prevedeva un mastio alto 8 metri circondato da un complesso di capanne e torrette, queste ultime protette da alte mura difensive. Del maestoso villaggio oggi rimangono solo le due torri principali, qualche sezione di abitazioni preistoriche e parte del perimetrale. Distante solo 1 Km dal mare di Fertilia e di Porto Conte, il sito archeologico è tra i più amati dai turisti per il suo suggestivo e inedito paesaggio mediterraneo. Raggiungibile in bicicletta direttamente da una delle spiagge più vicine, può essere visitato in autonomia o accompagnati da guide esperte che provvederanno a illustrare le straordinarie tecniche costruttive a secco impiegate, raccontando le funzioni delle torri e delle strutture che le affiancano.
Alcuni tour sono pensati per piccoli gruppi e consentono di vivere un’esperienza coinvolgente che si conclude con un aperitivo e la degustazione dei prodotti locali, un’iniziativa utile che valorizza il territorio.
Se stai programmando una vacanza con la famiglia in Sardegna, oltre alle acque cristalline, alle spiagge bianche e incantevoli dell’isola, concediti un tour immersivo e affascinante presso i siti nuragici sparsi in tutto il territorio. Ti aspettano panorami spettacolari che uniscono natura e archeologia. Potrai vedere dal vivo il complesso sistema difensivo e abitativo stratificato nel tempo e portato avanti da una civiltà millenaria unica.
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