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Le grotte di Maiorca: cosa vedere oltre le spiagge
Maiorca è una delle mete preferite dai vacanzieri di tutto il mondo, grazie al suo piacevole clima mediterraneo e al patrimonio naturalistico, dominato dalla catena montuosa Sierra de Tramuntana dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. In questa splendida cornice si incastonano villaggi ricchi di storia e tradizione, mentre lungo la costa si alternano spiagge sabbiose e incantevoli baie rocciose. Maiorca è un vero scrigno di tesori che lasciano di stucco i turisti, custodendo luoghi spesso poco noti ma dal fascino indiscutibile, come ad esempio le grotte: sulla più grande delle isole Baleari se ne contano almeno 800 dove i visitatori si ritroveranno in mondi sotterranei dall’atmosfera primordiale.
Alla scoperta delle grotte più belle di Maiorca: si parte dalle Cuevas del Dach
Quando si pensa a Maiorca, la mente corre subito alle sue splendide spiagge dove trascorrere la giornata godendo di mari cristallini e paesaggi da sogno: si pensi ad esempio a Cala Mondragà situata nell’omonimo parco naturale, a Playa de Formentor frequenata in passato da Winston Chuirchill e Charlie Chaplin oppure alla pittoresca Sa Calobra, fiordo incastonato tra alte pareti rocciose nel cuore della Sierra de Tramuntana.
Per scoprire però il lato nascosto e meno turistico dell’isola, basta salpare a bordo di un traghetto per Maiorca della compagnia Grimaldi Lines, partendo dai porti di Valencia o di Barcellona: una volta approdati sull’isola, sbarcando ad Alcùdia o Palma di Maiorca, si può iniziare così il tour delle grotte più belle dell’isola.
Le Cuevas del Dach, ovvero le Grotte del Drago, sono le cavità carsiche più conosciute di Maiorca: la leggenda narra che vi abitasse un drago e i Cavalieri Templari vi nascondessero i loro tesori sfruttando la protezione del mitologico animale. Le grotte fanno parte della Serra de Llevant, una formazione rocciosa calcarea nata nel corso dell’orogenesi alpina: la prima testimonianza della loro esistenza risale al 1338, quando il governatore di Maiorca Rover de Rovenach ne dà notizia al sindaco della città di Manacor.
Le Grotte del Drago si trovano precisamente in località Porto Cristi, sulla costa orientale dell’isola e sono composte da quattro grandi cavità (la Grotta di Luis Salvador, la Grotta Nera, la Grotta Bianca e quella dei Francesi) collegate tra loro attraverso un sentiero lungo circa 2 km. Ogni ambiente carsico è caratterizzato dalla presenza di stalagmiti e stalattiti valorizzate da un ingegnoso sistema di illuminazione progettato dallo spagnolo Carles Buïgas i Sans.
Il vero gioiello delle Cuevas del Dach è il Lago Martel, che appare ai visitatori proprio alla fine della visita: si tratta di uno dei laghi salati ipogei più grandi al mondo ed è chiamato come il geologo che per primo lo ha scoperto alla fine dell’800. Sono organizzate gite in barca sul lago, ma anche concerti di musica classica suonati da un quartetto che, a bordo di un’imbarcazione illuminata, intona arie di Caballero, Offenbache Chopin.
Le Grotte del Drago si trovano a Porto Cristo, villaggio costiero dove è possibile riposarsi lungo il pittoresco Passeig de la Sirena, sorseggiando un bicchiere di Hierbas Mallorquinas godendosi la vista sul mare e sulla scultura della Sirenetta dell’artista Pere Puyol.
Da Porto Cristo si possono anche raggiungere le Grotte di Hams, chiamate così per la presenza all’interno di formazioni stalattitiche simili ad alberi, uncini e ami.
Si sono formate almeno 10 milioni di anni fa e sono state scoperte nel 1905 per puro caso, mentre si scavava alla ricerca dell’onice. Anche in questo caso un’illuminazione mirata esalta gli ambienti ipogei, donando loro un’atmosfera quasi onirica: colpiscono in particolare la Grotta Azzurra con il suo laghetto sotterraneo popolato da crostacei estinti nel resto del mondo e la Grotta Rotonda, una sorta di giardino botanico ipogeo frequentato da uccelli attratti dal microclima della grotta.
Dalle Grotte di Artà alle Cuevas de Genova
Il tour alla scoperta delle grotte più belle di Maiorca porta sulla costa di Canyamel, nel sud-est dell’isola dove, tra rilievi boschivi e ombrosi, sorge una splendida baia dove sfocia il fiume Canyamel. Ebbene qui sorgono le Grotte di Artà, che si dice abbiano ispirato Jules Verne nella scrittura del suo celebre romanzo “Viaggio al centro della Terra”: questo complesso carsico regala infatti atmosfere dantesche, con stalattiti e stalagmiti dalle forme curiose e spesso sinistre presenti in particolare nel Salone d’Entrata. Pare che le Grotte di Artà abbiano offerto rifugio a migliaia di arabi durante la reconquista cristiana, oltre essere state rifugio di contrabbandieri e pirati.
Particolarmente suggestivi sono la Sala dell’Inferno con un gioco di luci e ombre che genera illusioni minacciose e il Salone delle Colonne, ambiente carsico al quale si arriva percorrendo la scalinata voluta dalla regina di Spagna Isabella II. Nella Sala delle Colonne è presente una stalagmite monumentale che raggiunge i 21 metri di altezza.
Da Artà, borgo fondato probabilmente dagli Arethos in fuga da Troia dove è possibile visitare il Santuario di San Salvador e il sito archeologico di Ses Paisses legato alla civiltà Talayotica, vale la pena raggiungere la vicina Manacor: i più allenati potranno raggiungere Manacor anche attraverso la scenografica pista ciclabile Via Verde, la quale ripercorre un vecchio tracciato ferroviario in disuso dal 1977. Arta, che ha dato i natali al campione di tennis Rafa Nadal, ha un bellissimo centro storico, con tanto di svettanti torri medioevali e la neogotica Chiesa di Nostra Signora dei Dolori del XIX secolo. Si consiglia inoltre una visita alla Fabbrica di Perle di Maiorca, richiestissime in tutto il mondo, ma soprattutto alle Grotte Campanet, situate a due passi dalla Collina di San Michele all’ombra della Sierra de Tramuntana. Queste cavità carsiche scoperte nel 1945 custodiscono formazioni di calcite, specchi lacustri ipogei e alcune delle più lunghe stalattiti d’Europa: per visitarle bisogna scendere 370 scalini, per poi insinuarsi nel cuore più profondo di Maiorca, attraversando ambienti poco illuminati artificialmente e, per questo, ancora più affascinanti.
Ci sono altre grotte a Maiorca conosciute solo dai locali, tra le quali le Cuevas de Genova, site a 5 km da Palma di Maiorca. Sono state scoperte nel 1906 e relativamente piccole rispetto ad altre cavità carsiche maiorchine: le gallerie calcaree si trovano a circa 36 m di profondità e sono unite tra loro da una rete di corridoi. In questa spettacolare cornice viene trasmesso un filmato che illustra la nascita delle Grotte di Génova, grazie alla forza erosiva delle acque.
Non lontano da Alcudia, sulla strada verso Inca, si trova infine la Grotta di San Martì, dove non vi sono stalattiti o stalagmiti degne di nota: la cavità è nota per ospitare due cappelle dedicate ai santi Jordi e Martì, presso i quali i primi cristiani e gli stessi Cavalieri Templari praticavano i loro riti religiosi.
Per ammirare, dunque, l’immenso patrimonio carsico di Maiorca, basta affidarsi a Grimaldi Lines, che mette a disposizione dei passeggeri convenienti offerte per viaggiare verso le Baleari, con sconti dedicati ad esempio ai bambini oppure a coloro che imbarcano automobili o caravan.
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